Abitare gli anni Settanta a Firenze – Terza parte
La ristrutturazione di un appartamento a Coverciano, Firenze
“Ogni casa custodisce un equilibrio costruito nel tempo. Ristrutturare non significa cancellarlo, ma comprenderlo e reinterpretarlo affinché possa continuare a rispondere ai modi di abitare contemporanei.”
(qui trovate prima e seconda parte dell’articolo)
Parte III – Materia, luce e dettagli
Se la distribuzione rappresenta l’ossatura del progetto, sono i materiali a costruirne il carattere. In questo appartamento la ricerca non si concentra sull’accostamento di finiture differenti, ma sulla definizione di un linguaggio coerente, capace di accompagnare l’intero percorso progettuale con continuità e misura.
Il pavimento in rovere diventa il principale elemento ordinatore dell’intervento. La scelta di un legno selezionato, privo di nodi, con superficie leggermente spazzolata e finitura opaca, permette di valorizzarne la matericità senza ricorrere a effetti decorativi. Le tavole, di lunghezza variabile fino a 240 centimetri, accompagnano lo sviluppo degli ambienti senza interruzioni, rafforzando la percezione unitaria della casa. A completare questa continuità contribuisce il battiscopa modello Ducale, laccato RAL 9010, che definisce con discrezione il rapporto tra pavimento e pareti.

Nei bagni il linguaggio materico si differenzia senza perdere coerenza. Il bagno principale è rivestito con grandi lastre in gres 45×120 centimetri, caratterizzate da una delicata finitura opaca effetto mosaico, mentre il secondo ambiente adotta lastre 33×100 centimetri effetto cemento, capaci di restituire un’atmosfera più essenziale e contemporanea. La scelta di materiali differenti risponde alle diverse funzioni degli spazi, mantenendo però un’identica attenzione per equilibrio, durata e qualità percettiva.


Anche il progetto della luce contribuisce a costruire l’identità dell’appartamento. Nella zona pranzo la sospensione Lunaop di Martinelli Luce diventa il fulcro della composizione, disegnando il tavolo con una luce morbida e uniforme. Nel soggiorno la piantana Parentesi introduce una seconda atmosfera, più raccolta, valorizzando la libreria e offrendo scenari luminosi alternativi rispetto all’illuminazione generale.

In cucina, il rivestimento ceramico posto sopra il piano di lavoro aggiunge una nota decorativa misurata, capace di caratterizzare l’ambiente senza interrompere la sobrietà dell’insieme.

Ogni dettaglio, dalle finiture dei bagni ai serramenti restaurati, dalle porte interne ai corpi illuminanti, partecipa alla costruzione di un linguaggio unitario: nessun elemento cerca di imporsi sugli altri, ma è l’equilibrio complessivo a definire la qualità dello spazio.

Più che trasformare radicalmente un appartamento dei primi anni Settanta, il progetto ne restituisce l’attualità. L’architettura esistente viene riletta attraverso materiali, luce e dettagli che ne migliorano il comfort e le prestazioni, senza cancellarne la memoria. Il risultato è una casa che continua a raccontare la propria storia, dimostrando come l’innovazione possa nascere anche dal rispetto di ciò che già esiste.
