Abitare gli anni Settanta a Firenze – Seconda parte

 In Interni

La ristrutturazione di un appartamento a Coverciano, Firenze

“Ogni casa custodisce un equilibrio costruito nel tempo. Ristrutturare non significa cancellarlo, ma comprenderlo e reinterpretarlo affinché possa continuare a rispondere ai modi di abitare contemporanei.”

 

(qui trovate prima e terza parte dell’articolo)

Parte II – Il progetto

La trasformazione dell’appartamento si sviluppa attraverso una serie di interventi coordinati, nei quali architettura, impianti e dettagli costruttivi concorrono a definire una nuova qualità dell’abitare. Ogni scelta nasce dall’esigenza di migliorare le prestazioni dell’immobile senza alterarne la chiarezza distributiva, mantenendo un equilibrio costante tra conservazione e innovazione.

Abitare gli anni Settanta a Firenze - Seconda parte - Tommaso Vecci architetto

Il rinnovamento tecnologico costituisce il punto di partenza del progetto. L’impianto elettrico e quello idrico-sanitario vengono completamente ripensati per rispondere agli standard contemporanei, mentre l’inserimento di un impianto di climatizzazione estiva completa il sistema di comfort dell’abitazione, affiancandosi al riscaldamento condominiale centralizzato già esistente.

Abitare gli anni Settanta a Firenze - Seconda parte - Tommaso Vecci architetto

La revisione degli spazi passa anche attraverso la sostituzione delle porte interne. Le nuove ante con bozze reinterpretano un linguaggio tradizionale, in sintonia con l’epoca dell’edificio, mentre le maniglie con finitura cromata introducono un dettaglio contemporaneo che dialoga con gli altri elementi della casa. Nei punti in cui la funzionalità lo richiede, le porte scorrevoli consentono di recuperare spazio e rendono più fluido il rapporto tra gli ambienti.

Abitare gli anni Settanta a Firenze - Seconda parte - Tommaso Vecci architetto

 

Recupero e reinterpretazione

Un ruolo significativo è affidato al recupero dei serramenti originali in legno. Il progetto sceglie di conservarli, riconoscendone il valore architettonico e materico attraverso un attento restauro delle parti lignee e delle ferramenta, intervenendo sulle prestazioni attraverso la sostituzione delle vetrature con vetrocamera 4-16-4. È una scelta che migliora il comfort termoacustico senza modificare il disegno delle aperture, mantenendo il carattere dell’edificio e riducendo l’impatto dell’intervento.

Abitare gli anni Settanta a Firenze - Seconda parte - Tommaso Vecci architetto

Anche i due bagni vengono completamente reinterpretati. Il primo è organizzato come uno spazio dedicato al benessere quotidiano, con una vasca ovale in Cristalplant, accompagnata da un mobile con lavabo integrato, sanitari sospesi e da una rubinetteria essenziale. Il secondo bagno, più compatto e dinamico, privilegia la zona doccia, caratterizzata da un soffione incassato nel controsoffitto e da faretti orientabili che valorizzano l’utilizzo dello spazio. La presenza degli specchi retroilluminati e degli scaldasalviette completa entrambi gli ambienti, migliorandone comfort e qualità percettiva.

Abitare gli anni Settanta a Firenze - Seconda parte - Tommaso Vecci architetto

L’intervento non ricerca effetti spettacolari né trasformazioni radicali. La sua peculiarità risiede nella precisione con cui ogni scelta dialoga con l’insieme, costruendo una casa più efficiente, funzionale e adatta alle esigenze contemporanee. È però attraverso i materiali, la luce e la cura del dettaglio che il progetto definisce pienamente la propria identità.

Abitare gli anni Settanta a Firenze - Seconda parte - Tommaso Vecci architetto

 

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